Archeologia storica di Gerusalemme: il Getsemani

Archeologia storica di Gerusalemme: il Getsemani

Il luogo dove Gesù si raccolse in preghiera prima della Passione

Il Getsemani, spesso definito “Orto degli Ulivi” è un piccolo appezzamento di terreno posto ai piedi del Monte degli Ulivi il quale si eleva a 100 m. a est di Gerusalemme, negli immediati pressi dell’abitato. Si trova esattamente al punto di incontro tra la Valle di Giosafat e la Valle del Cedron.

La sua posizione è importante dal punto di vista biblico e escatologico, in quanto si trova esattamente nella zona dove, secondo il coincidere di alcune tradizioni e di diverse indicazioni scritturistiche, avverrà il Giudizio Universale, e quindi ove confluiranno tutte le anime che hanno popolato la terra dall’inizio del mondo.

I riscontri si trovano in Gioele 3,2.12, il quale indicò la Valle di Giosafat (anche dal nome Yehoshaphat, ovvero “Dio ha giudicato”). Zaccaria invece amava collocare l’evento indicando il Monte degli Ulivi (Zc 14,4). Ebbene il Getsemani soddisfa entrambe le profezie.

Il Monte degli Ulivi è stato sede di molti santuari fin dall’Antichità. Si ritiene infatti che David (1004-965 a.C.) si recò a un santuario ebraico (forse Nib) quando fuggiva dopo il tradimento di Assalonne (2Sam 15,30-32). Anche Salomone costruì dei santuari sul Monte degli Ulivi, e precisamente quelli in onore degli dei delle sue mogli straniere.

Dopo la costruzione del Tempio di Salomone si celebrava lungo il Monte degli Ulivi il rito della giovenca rossa (parah adumah) che aveva lo scopo di purificare chi ritualmente era divenuto impuro (per esempio per aver toccato un cadavere). Il Sommo Sacerdote percorreva la Valle del Cedron in processione, per poi giungere al luogo del sacrificio dell’animale. Le ceneri erano poi sparse su coloro che dovevano purificarsi.

Gesù percorse varie volte il percorso attraverso il Monte degli Ulivi, perché era compreso nella strada che da Gerusalemme portava a Betania, dove abitavano i suoi amici Lazzaro, Maria e Marta. A questo proposito si può aggiungere che Betania (Beth ’anya) significa letteralmente “casa del povero” (o anche “casa dell’afflizione), benché qualche traduttore ne tragga “casa dei fichi”. Il motivo si deve molto probabilmente al fatto che nei tempi delle grandi feste o celebrazioni, soprattutto a Pasqua, i prezzi degli alloggi per i pellegrini a Gerusalemme diventavano proibitivi. I meno abbienti, quindi, cercavano alloggio nei paesi vicini, e Betania era un luogo ideale. Un altro motivo è che Betania, al tempo di Gesù non era un paese ricco.

Inutile sottolineare che a causa delle indicazioni circa il Giudizio Universale, la zona fu anche sede di numerosissimi cimiteri, anche perché si tende a “unificare” la Valle del Cedron con la Valle di Giosafat, proprio per la loro confluenza nell’orto del Getsemani.

Un’ultima indicazione la si può trovare nel significato di Getsemani (= Gaḏ-Šmānê), ovvero “frantoio”, “pressa per olive”, da cui il nome orto o giardino degli ulivi.

È molto significativo che l’orto del Getsemani sia quello in cui si deciderannno le sorti di ogni uomo: proprio in un percorso abituale per Gesù e dove si raccolse in preghiera prima di morire e poi resuscitare.

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